La famiglia di Sara viene dal nord di Gaza. Come quasi 2 milioni di persone, da oltre due anni è sfollata a sud, nella zona della Striscia vicino al mare.
Sara ha solo due anni e la sua storia riflette quella di un’intera generazione nata tra bombardamenti, distruzione e paura.
Quando l’abbiamo vista per la prima volta nella nostra clinica di Al Qarara, Sara era accompagnata da suo padre, per la cura di un’infezione cutanea contratta come conseguenza della vita nei campi tendati.
Sara era anche visibilmente malnutrita.
Il padre ci ha raccontato che non aveva più un lavoro per sostenere la famiglia e che sua moglie non poteva più occuparsi di Sara perchè era rimasta invalida dopo un bombardamento.
Lo abbiamo rassicurato: Sara sarebbe stata inserita nel nostro programma nutrizionale, avrebbe ricevuto cure per la sua infezione.
Quando Sara è tornata per il controllo, due settimane dopo, le sue condizioni erano peggiorate: la malnutrizione era passata da moderata a grave, le infezioni sulla sua pelle si erano moltiplicate.
Ad accompagnare la bambina, stavolta, c’era un altro familiare.
È stato lui a raccontarci che il padre di Sara era stato ucciso mentre cercava qualcosa da dare da mangiare a sua figlia.
In più di due anni di offensiva israeliana sulla Striscia di Gaza, 47.804 bambini hanno perso il proprio padre. 5.920 hanno perso la propria madre. Altri 2.596 hanno perso entrambi i genitori.
Al padre di Sara e a tutti i padri di Gaza e del mondo.