“A Gaza, il nostro lavoro continua ma con difficoltà crescenti. La chiusura dei valichi sta bloccando l’afflusso di aiuti vitali – cibo, medicine, dispositivi medici – e aggrava la carenza di materiali di base come garze, ibuprofene e paracetamolo, necessari nella nostra clinica.

Costretti a una vita sotto le tende e senza cure essenziali, le persone sono esposte a patologie che rischiano di trasformarsi in complicazioni gravissime. Il prezzo dei generi alimentari è impennato: la popolazione di Gaza teme che questo isolamento possa provocare una nuova, devastante carestia.

Esistono molte crisi nel mondo che meritano attenzione, ma non possiamo e non dobbiamo dimenticare Gaza. Teniamo i riflettori accesi: non possiamo permettere che l’insostenibile diventi normalità.”

La testimonianza di Gaddo Flego, medico di EMERGENCY a Gaza.

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