Il nuovo anno a Gaza inizia nelle tende, tra freddo, fango e condizioni al limite della sopravvivenza. Famiglie intere vivono senza acqua pulita, elettricità e cure adeguate.

Nella nostra clinica ad Al Qarara, operativa nella zona centrale della Striscia, continuiamo a curare le conseguenze dirette di condizioni di vita disumane sulla salute degli abitanti della Striscia.

“1,3 milioni di persone subiscono l’impatto psicologico e sanitario della vita nelle tende. Anche i nostri colleghi gazawi raccontano continui e gravi disagi, soprattutto di notte, causati dagli allagamenti che impediscono persino di dormire per terra”, racconta Marta Bergamaschi, nostra Coordinatrice medica nella Striscia.

In mezzo alla devastazione, “la sanità rimane in una condizione di emergenza estrema. Un ospedale su due non è funzionante, l’altra metà solo parzialmente”.

In questi due anni a Gaza, l’indipendenza e la neutralità delle organizzazioni umanitarie impegnate a Gaza hanno assicurato – e continuano ad assicurare – aiuti vitali e sostegno a una popolazione allo stremo, che deve far fronte a bisogni enormi.

“Il loro lavoro è cruciale e non può essere ostacolato.”

Non distogliamo lo sguardo da Gaza.

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